La pittura, per Testori, non è mai stata un’occasione, ma una necessità, che, in parallelo, ha sempre accompagnato la sua natura di scrittore, di poeta e di drammaturgo, a volte compenetrandosi in essa, come dimostrano i disegni che accompagnano i quaderni manoscritti de “I Trionfi” e di “Erodiade”, oltre ad accompagnare la sceneggiatura di “Amleto”. Del resto Testori inizia a dipingere giovanissimo, già negli anni della guerra e nonostante, alla fine degli anni Quaranta, distrugga tutte le sue tele, poi ritorna continuamente alla pittura con nuovi cicli, di fiori, di tramonti, di pugilatori, di crocifissioni.
Con questa mostra la Compagnia del Disegno propone un altro ciclo della pittura Testoriana, finora inedito e, per la gran parte, mai esposto. Si tratta di dipinti e di disegni inediti risalenti ai primi anni Settanta, quando Testori aveva ricominciato a dipingere con furore, come aveva raccontato Giorgio Soavi in un racconto, sottolineando, come il suo studio di Via Brera fosse pieno di “una gran quantità di tubetti di colore, tra il quale dominava il bianco. Un bianco, a prima vista, da muratore che non riesce più con le mani né con la tavoletta a spianare e livellare le proprie pareti e, ingegnosamente, continua a impastare per il desiderio di renderli uguali”. E’ lo stesso bianco che domina in questi straordinari ritratti ritrovati, dal quale sembrano prendere corpo le forme dei volti, l’espressività fulminate degli occhi di giovani uomini e di donne, segnate dal peso dell’età, ma vibranti nel loro sguardo che penetra in profondità chi guarda.
Quattordici dipinti e una decina di disegni propongono un percorso inedito nell’arte di Testori e ne costituiscono un ciclo importante e folgorante, per quella nudità della composizione che contiene, nel silenzio da cui emergono gli anni, la vita, i furori e la pazienza dei protagonisti di questa “quadreria” minima che aggiunge ulteriore valore al Testori pittore.
Il catalogo della mostra è introdotto da una poesia di Davide Rondoni, uno dei maggiori poeti italiani di oggi, un toccante colloquio con Testori, attraverso le folgorazioni e i silenzi di questi occhi dipinti che raccontano, in pittura, una diversa forma di quella maestà della vita tanto cara allo scrittore milanese.