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20 FEBBRAIO AL 18 APRILE 2008
VITTORIO BELLINI
"Scena dell'eterna infanzia"
opere 2006-2007
Mostra e catalogo
a cura di STEFANO CRESPI
INAUGURAZIONE MERCOLEDI 20 FEBBRAIO
2008 ORE 19.00
orari: 10-12,30 / 16-19,30
dal martedi al venerdi
sabato su appuntamento
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VITTORIO BELLINI
Ciao Amico, 2007
olio, smalto e collage su tela
cm 120x150
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A
dieci anni dalla personale “La magia del silenzio”
presentata nel 1998 da Flavio Caroli, la Compagnia
del Disegno ripropone Vittorio Bellini con una mostra
che riunisce opere realizzate negli ultimi due anni.
Il nucleo di tele esposte fa parte della serie “scena
dell’eterna infanzia” fa parte della serie “Graffiti
Expressionism” (fusione tra Graffitismo ed Espressionismo),
neologismo coniato dall’artista per dare un nome a
queste ultime creazioni che costituiscono una novità
nel suo percorso artistico. L’artista crea opere che
simulano vecchi muri scrostati, vi applica manifesti
e giornali, traccia pupazzi, cartoni animati, personaggi
delle fiabe, poesie e frasi prese in prestito dal
lessico infantile; a volte inserisce veri e propri
disegni di bambini. Con questa tecnica “stratifica”
la tela, lasciando zone chiare e ruvide come pareti
intonacate, che evidenziano la poca conoscenza del
concetto di “spazio” da parte dei bambini. Prendendo
ispirazione dal mondo dell’infanzia, Bellini si allontana
dal Graffitismo di protesta, preferendo focalizzare
la tematica su quella purezza ed autenticità che solo
i bambini ancora possiedono. Il suo messaggio, infatti,
è positivo. Negli anni ottanta la presenza di Giovanni
Testori ha rappresentato un punto fermo nell’attività
artistica di Bellini; e in seguito altri personaggi
della vita culturale italiana, quali Maurizio Cecchetti,
Flavio Caroli, Raffaele De Grada solo per citarne
alcuni, hanno apprezzato e sostenuto le sue opere.
Grazie alle recenti esposizioni all’estero (Parigi,
Toronto, Bamberg,) Bellini si è affermato anche a
livello internazionale; nel 2006 l’ente museale Accademia
Tadini di Lovere (Bergamo), interessato alla sua opera,
gli ha organizzato un’importante antologica. .....Ci
sono in questi quadri incanti, piccole e toccanti
figure della vita sorprese nell’attimo di un istante,
forme di case, alberi, scale verso il cielo, il sole,
scritture, e quella neve nella bellezza fragile della
dimenticanza. Al di là di queste enunciazioni immediate,
potremmo variamente dire che siamo in una grammatica
della <> nei suoi significati antropologici,
psicanalitici, poetici: o siamo davanti a qualcosa
che ci richiama vagamente antiche immagini rupestri;
oppure siamo in quella spinta odierna segnica, figurativa,
liberatoria dei graffitisti.....Dalla prefazione
al catalogo di Stefano Crespi.
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